La composizione delle crisi da Sovraindebitamento….una via di uscita dai debiti

14 Agosto 20175min3130

La legge n. 3 del 27 gennaio 2012 ha, per la prima volta, introdotto nel nostro ordinamento una
procedura di esdebitazione destinata a coloro che non possono accedere alle procedure concorsuali
previste dalla Legge fallimentare.
Il procedimento previsto dalla legge n. 3/12 é rivolto quindi ai privati ed alle piccole imprese e
permette la cancellazione dei debiti pregressi (discharge) del debitore (persona fisica o ente

collettivo ovvero consumatore) ivi compresi quelli verso il fisco (Equitalia).
La nuova legge é rivoluzionaria perché permette, se vi sono le condizioni previste dalla legge, di
gestire situazioni debitorie prima impossibili da governare arrivando alla fine alla cancellazione dei
debiti.
La norma é stata introdotta, in questi tempi di forte crisi economica e finanziaria, per la necessità di
attribuire alle situazioni di insolvenza (sovraindebitamento) del debitore non fallibile (piccole
imprese o società artigiane, ad esempio) ovvero del consumatore la possibilità della cancellazione
dei debiti al fine di ripartire da zero (di qui l’espressione fresh start utilizzata in tali ipotesi) e di
riacquistare un ruolo attivo nell’economia, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento
preesistente.
Con la nuova procedura messa a disposizione dalla Legge n.3/2012, il consumatore può
esdebitarsi, ossia cancellare tutti i debiti senza essere costretto a pagare per tutta la vita!
PRESUPPOSTI
Innanzitutto il debito deve essere di ammontare tale da non permettere al consumatore di risanarlo
con il proprio patrimonio, insomma deve trovarsi in stato di sovraindebitamento. Si tratta di una
definizione molto ampia che consente di includere nella procedura un gran numero di casi, ad
esempio quando non si riesce a pagare rate di finanziamento, mutuo, ecc…
CHI PUÒ ACCEDERE ALLA PROCEDURA?
– Piccoli imprenditori non soggetti al fallimento;
– Imprenditori agricoli;
– Lavoratori autonomi;
– Professionisti;
– Fondazioni e associazioni;
– Consumatori
L’ORGANISMO COMPOSIZIONE CRISI (O.C.C.)
Per poter accedere alla procedura, il debitore deve rivolgersi all’O.C.C. (Organismo
Composizione Crisi) con sede nel circondario del Tribunale del luogo ove il consumatore ha la
residenza o sede: saranno costituiti presso Camere Commercio, Ordini Professionali, Comuni,
Province, Regioni.
PROCEDURE COMPOSIZIONE DELLA CRISI
1. Accordo con i creditori
2. Piano del consumatore
3. Liquidazione dei beni
ACCORDO CON I CREDITORI
Questa procedura che può essere richiesta per debiti legati all’attività professionale o di impresa si
instaura con l’assistenza dell’O.C.C depositando un piano di ristrutturazione dei debiti presso
il Tribunale.
È possibile prevedere il pagamento parziale dei crediti privilegiati, mentre per i tributi è
prevista solo una dilazione.
Il Tribunale dopo aver verificato i presupposti:
– fissa l’udienza dei creditori;
– dispone la pubblicazione della proposta e del decreto;
– stabilisce che non possono essere iniziate o proseguite le azioni esecutive;
– la proposta del debitore per essere omologata dal Tribunale deve ottenere il consenso dei creditori
che rappresentino almeno il 60% dell’ammontare dei crediti.
PIANO DEL CONSUMATORE
Questa procedura si rivolge ai consumatori, ossia alle persona fisiche che hanno contratto
debiti solo per scopi estranei all’attività imprenditoriale. A differenza del precedente “Accordo
con i creditori”, in questo caso non è necessario il consenso dei creditori, ma è sufficiente la

positiva delibera del Tribunale sulla fattibilità dello stesso.
Di qui l’obbligo specifico rappresentato dalla redazione a cura dell’O.C.C. di una relazione
particolareggiata da allegare al piano del consumatore e contenente:
– indicazione delle cause di indebitamento e diligenza del consumatore nell’assumere tali
obbligazioni;
– esposizione delle ragioni dell’incapacità di adempiere;
– resoconto solvibilità del consumatore ultimi 5 anni;
– indicazione eventuali atti del debitore impugnati dai creditori;
– la probabile convenienza del piano rispetto alla liquidazione dei beni
Poiché la proposta del piano non sarà portata all’esame dei creditori, il Tribunale non solo dovrà
verificare la fattibilità, ma anche valutare la meritevolezza e l’assenza di colpa nell’assumere
obbligazioni eccessive rispetto alla sua capacità di rimborso.
Come per l’Accordo, anche il Piano omologato è obbligatorio per tutti i creditori e il pagamento
dei debiti potrà avvenire attraverso qualsiasi forma, anche mediante la cessione di crediti
futuri a condizione che siano determinabili (es. redditi lavoro dipendente, redditi da pensione,
redditi da locazione ecc…)
LIQUIDAZIONE DEI BENI DEL DEBITORE
Questa procedura è la conseguenza della mancata realizzazione delle due precedenti. In
particolare:
– annullamento dell’accordo per fatto imputabile al creditore;
– cessazione dell’omologazione del Tribunale per compimento da parte del debitore di atti in frode
alla legge.