17 luglio 2017
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Ecco il decalogo delle buone regole

1. Leggere attentamente le etichette.

Il consumatore deve prestare attenzione all’etichetta degli ingredienti in

vendita , alla data di scadenza, all’indirizzo, al luogo di provenienza e alle

origini .

2. Identificare luogo provenienza o origine degli alimenti.

Il consumatore deve capire e separare le informazioni sul prodotto, ad esempio,

tra provenienza e origine; La provenienza è il luogo dove è stato realizzato il

prodotto; L’origine , invece, ad esclusione dei prodotti DOP e IGP, qualora si

tratti di prodotti trasformati ed abbiano concorso due o più paesi alla sua

realizzazione, coincide con il paese dove è avvenuta l’ultima trasformazione o

lavorazione sostanziale.

Nel caso in cui il prodotto non è trasformato, la provenienza e l’origine

coincidono.

3. Prodotti con Indicazione geografica DOP e IGP.

Si definiscono DOP quei prodotti alimentari dove tutte le fasi di produzione si

sono svolte in un luogo specifico ( per esempio: Parmigiano Reggiano); i

prodotti IGP, invece, comprendono tutti quei prodotti in cui almeno una fase

della produzione avviene in un determinato luogo ( per esempio: Aceto di

Modena).

4. Made in Italy.

Il termine Made in Italy in campo alimentare non significa che la materia prima

utilizzata per la produzione sia italiana.

Spesso il termine coincide con il luogo di provenienza dell’alimento, che

consiste nel luogo della realizzazione.

5. Prestare attenzione alle indicazioni sulla salute.

Spesso i prodotti alimentari riportano sull’etichetta degli effetti salutari non

veritieri, riferendosi a grassi, calorie, zuccheri ecc..

Per capire se le indicazioni evidenziate nelle etichette siano corrette sarebbe

opportuno rivolgersi ad un’ associazione dei consumatori.

6. I prodotti alimentari biologici.

Si dicono prodotti biologici tutti quelli che durante la produzione non

vengono lavorati con prodotti fitosanitari, ma con un metodo ecosostenibile.

Questi prodotti non hanno una qualità migliore rispetto ad altri, e vengono

identificati tramite il logo comunitario.

7. Prestare attenzione al rapporto qualità/prezzo.

Quando si acquista un prodotto, bisogna tener conto del rapporto

qualità/prezzo al fine di distinguere le diverse categorie merceologiche e

produttive.

Spesso il basso prezzo è sinonimo di bassi costi di produzione, determinando

una bassa qualità del prodotto.

I prodotti biologici, invece, essendo realizzati senza elementi di sintesi

chimica, ed essendo sottoposti al controllo delle Autorità competenti,

costituiscono un prodotto maggiormente sostenibile per l’ambiente.

8. Conoscere le differenze all’interno della stessa categoria merceologica.

Si deve fare attenzione alle distinzioni all’interno della stessa categoria

merceologica di alimenti ( per esempio saper differenziare l’olio di oliva

dall’olio extra vergine di oliva)

9. Conoscere il metodo di produzione e garantire la corretta conservazione.

Gli alimenti spesso subiscono dei trattamenti tecnologici che ne consentono

l’adeguata conservazione, con l’aiuto di additivi indicati nell’etichetta.

A volte l’alimento può assumere aspetto, forma e sapore differenti, a causa

dell’intervento di diversi fattori quali la non corretta conservazione.

10. Come segnalare casi anomali?

Quando il consumatore si trova davanti a “prodotti anomali” ( assenza di

etichetta, origine o luogo di provenienza, prodotti alterati negli aspetti

organolettici) possono rivolgere la segnalazione alle Autorità di Controllo

oppure ad un’associazione consumatori.