Cellule staminali e cosmetici: mito o realtà?

23 Gennaio 20198min790

Negli ultimi anni si sente spesso parlare di cosmetici a base di cellule staminali, definiti prodotti come quasi miracolosi, che assicurano risultati eccezionali. Ma è davvero così o si tratta solo di trovate pubblicitarie? Procediamo con ordine.

Cosa sono le cellule staminali e perché vengono utilizzate?

Quando un organismo inizia a formarsi, le cellule devono essere in grado di produrre tutte le strutture ed i tessuti necessari. Per questo le cellule primitive (meglio note come cellule staminali), da cui avranno origine tutte le altre, sono dotate della capacità di moltiplicarsi velocemente e dare origine o a copie di se stesse (autoriproduzione) oppure a cellule specializzate di vari organi o tessuti, come ad esempio muscolari, epatiche, renali o del sangue. Queste, grazie al processo sopra descritto denominato “differenziamento cellulare”, sono dunque in grado di sostituire le “vecchie” (morte o non più funzionali), riparando tessuti o strutture malati o danneggiati.

Inizialmente queste cellule sono “totipotenti”, ovvero in grado di dare origine a qualsiasi tipo di struttura e tessuto, come ad esempio le cellule embrionali; tuttavia mano a mano che il processo di differenziazione procede, pur mantenendo la loro capacità di accrescimento e differenziazione, perdono una parte del loro potere e diventano “unipotenti”, dando origine solo a quella linea cellulare.

Storia delle cellule staminali in cosmetica

In queste cellule sono contenute moltissime sostanze in grado di stimolare la crescita tissutale e proprio per questo negli ultimi anni si è ricorso molto all’utilizzo di cellule staminali, anche nell’ambito della moderna cosmetica, soprattutto “antiaging”.

Poiché la normativa di settore vieta l’impiego di cellule staminali umane nei cosmetici, l’interesse si è subito spostato sulle cellule staminali vegetali. Presenti nelle piante, contrariamente a quanto avviene nell’uomo e nell’animale, in tal caso sono più versatili ed hanno la possibilità di moltiplicarsi all’infinito, creando costantemente nuove cellule specializzate e non specializzate, in grado di riparare i tessuti danneggiati e riprodurre una pianta identica all’originale, ovvero “totipotenti”.

Cellule vegetali, diverse nella struttura ma per alcuni aspetti paragonabili a quelle umane, sono oggi impiegate nella formulazioni di prodotti cosmetici in grado di “riparare” i tessuti cutanei danneggiati non solo dal tempo che passa ma anche da fattori esterni come l’inquinamento, il fumo, lo stress etc.

Ad attirare l’attenzione sul tema è stato uno studio condotto da alcuni ricercatori su una rara varietà di mela svizzera (Uttwiler Spätlauber) già nota per essere caratterizzata dalla capacità di mantenersi fresca più a lungo rispetto ad altre tipologie. Dopo aver esaminato alcuni campioni di questo frutto, gli scienziati hanno scoperto che la loro conservazione era determinata dalle cellule staminali presenti, sulle quali pertanto hanno condotto uno studio più approfondito.

Secondo quanto pubblicato dal ricercatore svizzero Daniel Schmidt sul “Journal Of Applied Sciences”, gli estratti delle cellule staminali di questa mela (ottenute tramite un particolare processo di coltura) sono in grado di interagire con le cellule della cute e del follicolo pilifero, aumentandone la durata di vita e migliorandone la capacità rigenerativa, riuscendo così a rallentare il processo di invecchiamento fisiologico della cute e dei capelli. Dai risultati dello studio è inoltre emerso che gli estratti ottenuti dalle cellule staminali della mela svizzera combattono la formazione di radicali liberi, dimostrando quindi anche un’azione antiossidante.

La mela non è però l’unico aiuto che la natura fornisce per difendere la pelle dalle conseguenze del tempo che passa. Questa scoperta ha infatti dato il via ad ulteriori ricerche che hanno evidenziato l’effetto positivo di estratti di cellule staminali ricavate da altre piante o frutti come ad esempio la stella alpina (Leontopodium alpinum), l’albero delle farfalle (Buddleja davidii) ricco di verbacoside, un potente antiossidante e foto-protettivo, ed ancora il mirtillo (Vaccinium myrtillus), la fragola (Fragaria) e le bacche di lampone (Rubus idaeus), contenenti antociani, antiossidanti notevolmente potenti ad attività anti-infiammatoria.

Funzione delle cellule staminali nel prodotto cosmetico

È opportuno precisare che l’ingrediente cosmetico utilizzato nel prodotto finito, non è la cellula staminale per intero bensì i suoi estratti, concentrati in sostanze come ad esempio vitamine, amminoacidi, lipidi, minerali, da cui si ottengono principi funzionali in grado di “collaborare” direttamente con le altre cellule, di “intervenire” su quei processi fisiologici che con il tempo ne rallentano l’attività. A livello cutaneo ad esempio, si assiste progressivamente ad una diminuzione di fibre collagene, elastina ed acido ialuronico, con conseguente perdita di tono ed elasticità.

Le staminali “green” aiutano a stimolare i fibroblasti, ad incrementare la produzione di queste componenti, a difendere le cellule dai danni indotti dalle radiazione ultraviolette e contrastare l’azione dei radicali liberi, contribuendo così a rallentare il crono ed il fotoinvecchiamento.

Queste cellule conterrebbero anche i cosiddetti “EGF simili” (Epidermal growth factor – fattori di crescita dell’epidermide), paragonabili a quelli umani, utilizzati di conseguenza nel cosmetico per stimolare la ricrescita ed il trofismo di un tessuto, trovando le loro applicazioni principe sia in tricologia che nei trattamenti per il “ringiovanimento” della pelle.

L’opinione pubblica su questo argomento è divisa: da un lato vi è un forte entusiasmo, dall’altro un altrettanto forte scetticismo, dovuto al fatto che gli effetti straordinari vantati dalle pubblicità non sono supportati da studi scientifici validi e significativi e per questo non reputati attendibili per giustificarne appieno l’efficacia cosmetica.

La verità sta nel mezzo: sicuramente l’impiego di queste sostanze rappresenta un valido aiuto per cercare di mantenere la pelle giovane il più possibile, senza dimenticare però che il cosmetico, come enunciato nella sua definizione, non è un elisir miracoloso, ma uno strumento che può contribuire a mantenere in buono stato la pelle ed i suoi annessi.


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