20 settembre 2017
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É in esame ,presso la Commissione Attività produttive della Camera, una proposta di legge volta a vietare i conguagli riferiti ad un periodo superiore ai due anni.
Molti sono i consumatori – utenti che ricevono fatture della luce, gas o acqua con importi alti attribuiti al “conguaglio”; quest’ultimo, però, arriva dopo molto tempo quando l’utente, non potendo pagare ingenti somme si viene a trovare in una condizione di debolezza.
La legge in discussione, tesa ad evitare violazioni del Codice del Consumo, prevede il divieto di conguagli riferiti a un periodo superiore ai due anni. Si tratterebbe, dunque, di una garanzia per tutti gli utenti che non vedranno sospesa la propria fornitura, in attesa che l’Autorità Garante verifichi la condotta tenuta dall’operatore.
La trasgressione di tale disposizione costituirebbe in un comportamento contrario alla buona fede, lealtà e correttezza.
Tuttavia nel caso in cui l’utente avrà approvato una fatturazione con conguaglio superiore ai due anni, la pratica sarà considerata lecita.
Se viene riconosciuto il comportamento illegittimo del gestore, l’utente  leso non è tenuto al pagamento delle fatture emesse. L’utente che ha comunicato tempestivamente i consumi effettivi all’operatore, non è tenuto al pagamento delle fatture emesse sulla base di consumi stimati.
Le “bollette pazze” con riferimento ai conguagli, dunque, costituiscono un vero e proprio problema contrario ai principi richiamati nella fase di sottoscrizione del contratto, soprattutto perché presuppone un ritardo non imputabile al consumatore ma all’operatore.